Gaia Dallera Ferrario, Torino, classe 1985.

Laureata cum laude presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, vive e lavora tra Ravenna e Milano.

Artista multimediale, la sua professione di  web designer  alimenta per natura lo stesso operato artistico.

I diversi media utilizzati nelle sue installazioni variano dalla pittura all’assemblaggio di materiali eterogenei.
La sua ricerca, indirizzata all’analisi del percorso della vita e della sua memoria, offre uno sguardo sull’uomo in costante comunicazione con gli altri individui all’interno della complessa rete relazionale.

Nel 2012 realizza la sua prima mostra personale “Banda Larga” presso Santa Maria delle Croci – MAR (Museo Arte Contemporanea) Ravenna.

Mostre selezionate:

LaTenda Experience, Milano 2017.
Growing, Mirabilia Art Gallery, Reggio Emilia 2016.
Paratissima, Torino Esposizioni, 2016.
Essere (e) Mistero, Palazzo Mediceo, Seravezza, (LU) 2014.
Profezie Presenti Expo 2015, Sala Civica Angelo Lodi, Buscate, Milano, 2013.
The scientist. Festival Internazionale Videoarte, Sala Estense, Piazza Municipio, Ferrara, 2013.
Il sottile fascino del perturbante, Villa Bottini, Lucca, 2013.
Banda Larga, Mostra personale, S.Maria delle Croci – MAR – Ravenna, 2012.
Here we are. Il luogo è sempre specifico, PAC, Padiglione Arte Contemporanea, Ferrara, 2011.
Visionaria, S. Maria delle Croci, (RA) 2011.

Opere selezionate:

Quotidianamente 
Installazione.  3000 quotidiani, colla. 250x200x30 cm, 2011 

L’ installazione è costituita da più di 3000 quotidiani,  testimoni del tempo passato e della rapida evoluzione della vita dell’uomo nell’era moderna.
L’aquila rappresenta acutezza mentale e ingegno, è in grado di volare ad altezze irraggiungibili ed è l’unico animale capace di guardare il Sole.
Da qui la scelta di utilizzare il “Sole24Ore” che, sempre in relazione alla figura centrale, è anche richiamo alla volatilità dell’economia .
L’opera che raffigura lo stemma originario della signoria Estense a Ferrara, è stata realizzata all’interno di un progetto legato alla città.

(Il Mestiere delle Arti – Here we are. Il luogo è sempre specifico; Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC) di Ferrara, 2011. Mostra curata dal gruppo ZimmerFrei e Martina Angelotti)

Faceblock 
Installazione. Vetro / legno (75x75x40cm) / carta di giornale intrecciata, misure variabili, 2016 

“Faceblock” è la rappresentazione a grandezza naturale dell’icona del profilo di Facebook assegnata automaticamente dal social network ad ogni nuovo utente.
Il materiale di realizzazione, il vetro di Murano, esprime la fragilità e la precarietà dell’individuo all’interno della rete, in contrapposizione ad un’apparenza solida e splendente.
La superficie, trattata a specchio, riflette il volto di chi osserva l’opera, deformandolo sulle curve dell’opera stessa. Così, attraverso il riflesso, “Faceblock” trasforma il fugace passaggio degli spettatori in immagini che appiattiscono le differenze secondo uno schema fisso.
L’opera è in dialogo con “Banda larga”, una rete realizzata con pagine di giornale intrecciate, il residuo dell’evolversi dell’informazione verso una comunicazione veloce che però è anche una trappola.
“Faceblock” esprime in metafora il ritratto della massa di utenti che, illudendosi di affermare la propria personalità nella rete, in realtà, proprio perché si servono di un mezzo seriale e impersonale, finiscono per condannarsi all’omologazione.
“Faceblock” è stato realizzato sull’isola di Murano, all’interno della prestigiosa fornace di Adriano Berengo che da tempo ha nobilitato l’arte della soffiatura del vetro ponendola al servizio dei più coraggiosi artisti di tutto il mondo.

Aion
video, 02:10  

Mini  
Pittura. Acrilico su 99 tele 18×24 (240×306 cm)

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