A Castiglioni
6 OTT 2018 – 20 GEN 2019
Triennale di Milano

Il 16 febbraio 2018 Achille Castiglioni avrebbe compiuto cent’anni. 

Per celebrare questa ricorrenza e per raccontare una personalità così poliedrica, la fondazione a lui dedicata ha scelto di curare un intero programma di mostre che coinvolgerà diverse istituzioni e, naturalmente, lo studio-fondazione di piazza Castello 27 a Milano dove i fratelli Castiglioni lavorarono dal 1947 al 2002.
L’eredità dell’approccio progettuale di Achille, sempre connotato dalla curiosità e dall’ironia, dell’attività multiforme che ha spaziato dal design del prodotto agli allestimenti, all’insegnamento – prima al Politecnico di Torino e poi al Politecnico di Milano – è oggi custodita dalla Fondazione, che ha come obiettivo quello di catalogare, archiviare, digitalizzare progetti, disegni, foto, modelli, video, frutto di oltre 60 anni di attività, svolta prima con i fratelli Livio e Pier Giacomo, poi dal 1968, da solo.
La mostra, curata da Patricia Urquiola in collaborazione con Federica Sala, è dedica ad Achille Castiglioni, uno dei più grandi Maestri del design del Novecento, che ha progettato più di 400 allestimenti temporanei per mostre e fiere e ha lavorato con innumerevoli aziende di settore, tra cui Alessi, Brionvega, B&B Italia, BBB Bonacina, Cimbali, Danese, Driade, De Padova, Flos – alla quale come designer è storicamente legato sin dalla nascita dell’azienda – Cassina, Moroso, Knoll International, Kartell, Zanotta.

“A Castiglioni” non è una mostra cronologica, né un percorso univoco e temporalmente lineare.

Nel corso della presentazione in Triennale, la curatrice Patricia Urquiola ha spiegato che la scelta condivisa con il comitato scientifico è stata di costruire un percorso nel quale la ricca mole dei materiali – mobili, lampade, utensili, progetti di allestimento e di architettura, fotografie e prototipi – è organizzata in gruppi, o cluster, che costituiscono i punti di incrocio di una rete concettuale, generando così traiettorie e rimandi che ogni visitatore può scoprire liberamente.
Ancora più del famoso “componente principale di progettazione”, ancora più dei singoli prodotti, ciò che colpisce, ed è ancora attuale di Castiglioni, è la capacità di trovare soluzioni solo apparentemente “semplici”, che dichiarano tutta l’ attenzione per il rapporto fra gli esseri umani e le cose della quotidianità.

Ho trovato particolarmente interessante l’aneddoto raccontato da Patricia Urquiola che narra dell’interrogativo che Castiglioni si pose rispetto alla sua reinvezione di oggetti (vedi la lampadina con ventosa) nell’ottica di un nuovo ReadyMade. Castiglioni doveva essere senz’altro affascinato dalla dadaista decontestualizzazione degli oggetti ma, con una rapida battuta, risolse l’analisi dicendo che il suo era un ReadyMaking. Non gli interessava l’oggetto fine a se stesso, se non l’oggetto legato alla sua stessa produzione e diffusione.

Siamo comunque sicuri che avrebbe apprezzato l’unicità di questa mostra ospitata in Triennale sino al 20 gennaio.



LE MOSTRE

100×100 Achille
100 oggetti di design anonimo selezionati da altrettanti designers
a cura di Chiara Alessi e Domitilla Dardi, allestimento Studio Calvi Brambilla, grafica Caso Studio
Fondazione Achille Castiglioni, Milano
19 febbraio-30 aprile 2018
Dimensione Domestica – Atto III
ricostruzione di una sala da pranzo per un’esposizione realizzata a Tokyo nel 1984
a cura di Beppe Finessi, allestimento di Marco Marzini, progetto grafico di Italo Lupi
Fondazione Achille Castiglioni, Milano
25 maggio-21 dicembre 2018
A Castiglioni
mostra monografica
Triennale Design Museum, Milano
6 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019