Eva Marisaldi – Trasporto Eccezionale
PAC Milano

a cura di Diego Sileo

Il 18 dicembre il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea ha riaperto al pubblico con la personale di Eva Marisaldi, tra le artiste più rilevanti della generazione nata in Italia negli anni Sessanta. La mostra, curata da Diego Sileo, si compone di quaranta opere, dai primi anni di produzione fino ai giorni nostri, attraverso un’ampia selezione di lavori passati e la creazione di nuove opere pensate appositamente per gli spazi del PAC.
La ricerca artistica di Eva Marisaldi (Bologna, 1966) è incentrata sull’esplorazione di differenti processi creativi che nascono dall’osservazione di situazioni apparentemente banali.  Avvalendosi di una vasta gamma di mezzi espressivi, come disegno, performance, installazione e video, l’artista indaga la dimensione privata di oggetti fisici e mentali che appartengono al quotidiano per svelarne i lati solitamente nascosti, celati dallo sratificarsi delle nostre abitudini.
Rifiutando il gesto eclatante, individua nella precarietà l’habitat ideale dei propri interventi sfuggenti, che trovano nell’insinuazione e nell’accenno una modalità di interazione molto più efficace della prevaricante determinazione che il mondo esterno sembra ostentare.
Quello evocato dal titolo è un trasporto ipotetico, metaforico, eccezionale nei mondi creati da Eva Marisaldi, popolati da suoni, narrazioni, emozioni, gioco e poesia, riferimenti al teatro, al cinema e alla letteratura, ma anche da viaggi che esplorano con la stessa curiosità territori lontani e complessità dell’essere umano.
Trasporto Eccezionale è una mostra cerebralmente concettuale, l’intero percorso espositivo è dominato da una labile relazione tra tridimensionale e bidimensionale, tra dentro e fuori, forza e fragilità, frammento e totalità. 
E’ una mostra che va sentita più che capita, “molti lavori si scaricano se spiegati”, ha affermato l’artista stessa.
Non vorrei mai violare dunque il senso di questo percorso, quel che posso dire è che la visita resta impressa in un’immagine non propriamente definita come una carezza leggera, affettuosa ma al tempo stesso aliena.